A che punto eravamo rimasti?

Settembre, l’uva è pronta e Sara pende. Settembre è il mese che segna la venuta del nuovo anno. Si fanno proclami, si stilano liste di cose da fare sognando nuovi progetti, le idee fermentano come succo d’uva sollecitato dai lieviti. Eppure questa volta non riesco a programmare nulla: nessuno slancio né pensiero bello al quale appigliarmi per resistere alle giornate, di certo più corte ma infinite. È un continuo aggiustarmi dentro qualcosa che capita contro la mia volontà, una fatica bestiale, un sentimento di resa, passivo anziché propositivo. Mi chiudo alla vita che si affaccia, la respingo senza sforzo; lo…

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Il senso del vino per Sara

Siccome ripetere giova, eccomi con la penna rossa in mano pronta a bacchettare le dita di chi si affanna a dare definizioni avventurose ai vini assaggiati. Quando sento dire con entusiasmo e slancio che  quel tal vino è rock!, l’autore del pensiero probabilmente si sente aggressivo, contemporaneo e pure un po’ anarcoinsurrezionalista; ma nella mia testa si forma l’immagine di Adriano Celentano, fiacco e affaticato nel tentativo vano di sembrare giovane e apparire inevitabilmente giovanile. Oppure, nella migliore delle ipotesi, il mio cervello visualizza questo video: Peggio ancora se la definizione rock! viene data a certi vini francesi, magari belli…

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Il teorema di River Phoenix

L’occasione che mi porta a riflettere sulla fugacità della vita è la strada che percorro in auto per andare a una degustazione presso la cantina Roccafiore di Todi; non è un caso che sia il fiore all’occhiello della produzione vinicola della strana regione in cui vivo. Mentre guido dentro una pioggia densa e sporca, in radio passa 1979 degli Smashing Pumpkins. In quel periodo tirava parecchio la teoria del live fast die young and leave a beautiful corpse; infatti parecchi ficoni dell’epoca (uno tra tutti, River Phoenix) hanno lasciato le penne nel buono degli anni grazie allo speedball. Noi che…

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Storia di una anziana ribelle

La signora Effe era una donna di una certa età minuscola e asciutta. Si era sposata da giovane, e aveva messo al mondo tre figli di cui andava molto fiera. Appena la prole si rese autonoma, la signora Effe mise fine al suo matrimonio divorziando dal marito al quale offriva servizio come donna delle pulizie. La signora Effe prestava servizio anche a casa dei coniugi Gi. Ossequiosa e riverente, quando i due erano semplici conviventi Effe si rivolgeva alla Gi appellandola signorina. Subito dopo aver contratto regolare matrimonio, Effe prese a chiamare la novella sposa Signora Gi, con la esse…

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La felicità prêt-à-manger

Si devono superare le correnti gravitazionali e tutte le fasi di trasformazione da crisalide in Super Sayan; uscire indenni da svariati anni del coglione che fanno da compendio a rapporti vacui e inutili perdite di tempo; contare gli anelli concentrici che sedimentano nelle cosce come una pelle che si rinnova anno dopo anno, conseguenza del cibo ingollato senza fame per riempire gli spazi vuoti dello stomaco e nel cuore; tagli di capelli improbabili che gridano aiuto al mondo; tensioni emotive che non si possono proprio spiegare perché le parole conosciute non sono sufficienti; pianti solitari in letti a due piazze,…

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Ho bonificato la Puglia.

La Puglia è una regione lunga, stretta e piena di contraddizioni. In Puglia mi sono fatta i migliori pianti di disperata, solitaria incomprensione, eppure ogni volta che torno sfioro vette di felicità rare. La Puglia regala una qualità di vita altissima, ed è per questo motivo che ogni gioviale pugliese, quando esce dalla sua regione, rompe i coglioni al mondo: perché in nessun altro luogo è possibile ritrovare la stessa qualità senza sforzo eccessivo. Purtroppo i pugliesi hanno questo vizio di mangiare la carne di cavallo che proprio non capisco, però compensano con certi crudi di mare da far venire…

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Parole d’amore sbagliate e Sangiovese

Voglio passare il resto della mia vita con te. Tu lo vuoi? Stavano bevendo una bottiglia di Giovanna Morganti – Le Trame 2013; era suo desiderio stapparla perché voleva concludere una giornata perfetta trascorsa senza effetti speciali fatta di regolare, cadenzata e confortevole routine quotidiana. Gli rispose che lo amava tantissimo. Amare tantissimo. È ridondante, pleonastico, del tutto inutile quantificare l’amore. Si è mai sentito dire ti amo abbastanza, o peggio ancora, ti amo poco amore mio? Tanto o poco, è da dilettanti aggiungere la quantità quando pronunciare le due parole vale solo se si sente quella fitta un po’…

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Il bicchiere del tramonto, ovvero quando età anagrafica ed età percepita si dicono addio.

Quanto mi piace la bella stagione quando fioriscono i gomiti dai finestrini delle auto. Viva l’estate e le sottane svolazzanti delle donne, viva un po’ meno gli afrori delle ascelle commosse dal caldo ma chi se ne frega! A fine giugno si entra nel segno del Cancro e io già ne sento i benefici in quanto autorevole esponente della categoria. Archivio la giornata lavorativa e decido di meritarmi un aperitivo. Vado nel bar della via dove risiedo, approfitto dei tavolini all’esterno e mi godo una birrona formato secchio. Il posto mi piace perché non c’è l’obbligo delle chiacchiere conviviali a…

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Il tannino nel sangue.

Un’altra domenica piovosa a ricordarci che non siamo usciti del tutto da un inverno paludoso. Mia mamma oggi è sola. La passo a prendere e la porto fuori per una grigliata. Il posto in cui siamo è alla buona, lei è contenta e fa un sacco di domande sulle mie giornate. All’improvviso realizzo che mi trovo a ricoprire il ruolo che solitamente spetta all’altro commensale: tante attenzioni riversate su di me mentre io provo più interesse ad osservare cosa accade nella sala. Rispondo distrattamente, sono deconcentrata e penso ad altro. Mi detesto un po’ per questo, perciò le carezzo la…

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L’amore è sopravvalutato, per questo esiste il vino.

Un anno fa esatto. Un anno fa ero felicemente uscita dal tunnel delle aspettative; non pretendevo più niente da nessuno e vivevo il mio personale nirvana guadagnato a colpi di ferite mortali cauterizzate alla bell’e meglio. Desideri azzerati, aspirazioni sopite, nessuna sorpresa. Stavo benissimo. Tutto era rassicurante e prevedibile fino a quella bottiglia di Lelarge-Pugeot Brut Nature bevuta  di notte a Genova in un rollo dalla decadenza maestosa, che mi ha scagliata fuori dalla bolla confortevole nella quale non vivevo ma mi garantiva il totale controllo delle giornate. Da allora è stata la fine. Innamorarsi è la cosa peggiore che…

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