Come far fruttare un dispiacere (il vino c’entra sempre).

kiss kiss 1

Mi stavo preparando per un esame universitario rognoso. Voglia zero e professore imprevedibile, mi trovavo di fronte ai libri di Storia Moderna tentando di memorizzare il paragrafo letto per la ventesima volta. Non riuscivo a ricordare nulla, mentre VideoMusic  in sottofondo mandava in loop il video di Macy Gray che mi diceva di muovermi e fare qualcosa, come pensavo di fare qualcosa se nemmeno ci stavo provando.

Frustrante.

Molti anni dopo ho assistito ad un concerto di Macy Gray: evidentemente lei qualcosa aveva fatto, dandoci dentro a tutto spiano. Si reggeva in piedi per scommessa, quasi non portava a termine un pezzo. Era completamente ubriaca, grottesca e divina. Non credo che nella sua canzone motivazionale si riferisse a tanto, ma a distanza di tempo il dubbio rimane.

Qualche giorno fa, mentre ero in bagno a pensare (non scherzo: in bagno si pensa benissimo, dopo il caffelatte mattutino, poi!), mi sono trovata a leggere un articolo che parlava di tale Stacey Becker, che nel 2007 è stata scaricata davanti all’altare e ha saputo trasformare questa tragedia personale in qualcosa di fruttuoso. Certo, le sono serviti sette anni nei quali ha metabolizzato il dolore, concentrandosi su quello che ha perso e che persona è diventata poi. Nel frattempo ha scritto il suo libro, che tradotto in italiano si intitola “Non è lui: perché essere scaricata prima del mio matrimonio è stata la migliore cosa che mi potesse capitare”. Ha tirato su qualche soldo, ed è diventata un esempio per tante donne che si sono trovate in una situazione simile.

Un anno dopo, Adele pubblicava il primo singolo “Chasing Pavement”, e a seguire usciva il primo album, frutto del dolore inflittole dal fidanzato che l’ha mollata. Morale: lui la pianta, lei scrive canzoni sul loro amore e sull’abbandono, ci fa i soldi e raggiunge fama planetaria.

Conosco una donna che dopo aver vissuto una separazione straziante, si è innamorata ancora. Solo che ha commesso l’errore di essere fedele a sé stessa, elargendo qualche ti amo di troppo e di sicuro troppo presto; dunque è stata liquidata con sarcasmo beata te che sei così esuberante, sottolineando proprio a voce la parola, in modo da rafforzarne la connotazione negativa. Lei è stata male un paio di giorni, e poi ha pensato beata me davvero, che nonostante abbia avuto le ossa rotte sono riuscita a provare ancora qualcosa di vivo tra le macerie! E ha creato un marchio che veicola un messaggio forte, scanzonato e positivo. E ci ha fatto pure qualche soldo.

Infine ne conosco un’altra che anni fa era innamorata di un uomo innamorato a sua volta dei vini, e che disapprovava la necessità di scrivere della propria compagna. Liquidava con fastidio la passione di lei: sei una grafomane, le diceva ogni volta che lei provava ad avvicinarlo al suo mondo. Poi lui l’ha mollata con un sms, lei ha elaborato il dolore come le altre sopra elencate, infine ha iniziato a interessarsi ai vini con più attenzione e a scriverne; ora ha un blog molto seguito e collabora con blogzine di tutto rispetto. Non ci ha tirato su niente, ma viaggia abbastanza, beve meglio di prima e si diverte come una pazza.

Macy Gray alla fine aveva ragione.

1: Se stai soffrendo come un cane, piangi fino a che ti finiscono le lacrime, dormi più che puoi, mangia ciò che ti va, consolati fino a quando non troverai la forza di uscire di casa e affrontare le giornate.

2: Una volta preso il distacco sufficiente dal dolore, ritrova il tuo punto di forza. Se ne avevi uno prima della relazione, vai avanti e riprendi il filo che avevi interrotto quando stavi con lui. Se vuoi avere la meglio, diventa più brava di lui nelle sue passioni: le giornate buttate a compiacerlo di cose che nemmeno ti interessavano diventeranno preziosi elementi per costruire il tuo talento. Un po’ come quando a scuola eri costretta a seguire le lezioni di Fisica: a forza di ascoltare, qualcosa rimaneva comunque dentro la testa bacata.

3: Buttati. Senza pudore, senza vergogna: sei grande, devi aver imparato a gestire la vergogna. Scrivi, componi, dipingi, apri un’attività, canta, crea un marchio, fai qualcosa che ti faccia sentire felice di te e che ti allinei con ciò che sei.

All I want is to get high.

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