No, tu no.

Nouaaaaaai donuanna folinlov uidiu
Nouaaaaaai donuanna folinlov uidiu FANCULO

“Con chi ce l’hai Sara?! Col povero Chris Isaak?!” ridacchia Omar mentre abbassa l’audio dell’auto.

No, non ce l’ho con lui. Ce l’ho con il mio fidanzato storico, quello dei vent’anni. Dieci anni passati insieme, lotte radicali condivise su ogni fronte che riguardasse la libertà individuale dall’eutanasia alla PMA passando per i diritti della famiglia omogenitoriale, e poi durante una grigliata con la SUA di famiglia, composta da una compagna splendida e figli bellissimi, mi viene a dire che tu Omar, non puoi capire la fatica dell’essere genitore perché non hai figli! E pensare che per l’occasione ho portato vini ai quali tenevo.

“Beh ma che ti frega, a me non importa. Tu te la prendi troppo”

No, io non me la prendo troppo. Io non me la prendo abbastanza, piuttosto. Perché mentre mi stavo scaldando, il suo amico mi si è seduto accanto a gambe larghe e con fare da imparatore mi ha spiegato che per lo stesso principio lui non può capire me, donna, durante il ciclo.
E lì ho deposto le armi.
Ma che cazzo vuol dire! Che noi persone che non abbiamo generato vita dai nostri lombi non possiamo comprendere la fatica e lo sfinimento che si prova tirando su un figlio? Ho lasciato perdere e non ho detto parola, hai visto che mi sono allontanata? Ma mi sta salendo la carogna e non capisco se sono più incazzata con me o con quel tipo. Solo adesso, mentre sono in auto e sto belando la canzoncina di Chris Isaak ho realizzato che da dieci mesi vivo con una ragazzina in casa, che non è figlia mia ma del mio compagno. E che gli sfinimenti di palle sono esattamente quelli che mi aspettavo quando di figli non li avevo davvero. Cazzo, si chiama intelligenza emotiva! Ne siamo dotati dalla nascita.

“Sì ma alla fine che cazzo ti frega”

Me ne frega eccome, Omar. Innanzitutto perché questa uscita non me la sarei mai mai mai aspettata dal compagno radicale con il quale andavo in giro per comizi in tutta Italia, nell’utopico tentativo di azzerare le diversità per il rispetto della persona. E poi perché ho capito.
Ho capito che questa storia del Tu non capisci perché non hai figli è un totem. Un feticcio al quale si appellano i genitori che non accettano consigli o pareri terzi. Un modo per giustificare le proprie naturali fallacie, i momenti in cui non ce la fanno, gli errori nei quali si incorre per natura e di cui forse si vergognano.
Nouaaaaaai donuanna folinlov uidiu nannanananananana… Mavaffanculo, va’.

“Sì ma alla fine Sara, a noi non cambia niente”

È vero, Omar. A noi non cambia niente. Siamo destinati a non capire un cazzo.

 

0 Comments
Previous Post
Shares