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Dentro al vino fino al midollo.

Alle prese con l’ennesimo trasloco, il decimo in sedici anni, mi trovo a regalare generosi vaffanculi distribuiti in vari momenti della giornata. Proprio durante una di queste occasioni che voglio conservare gelosamente nel mio cuore ad imperitura memoria, un amico che si trovava sotto tiro mi ha fatto riflettere su una cosa. Con un raffinato uso di metafore, mi ha chiesto perché sembra che mi roda sempre il culo. Anche quando scrivo, dice, sembra che io ce l’abbia con qualcosa o qualcuno. Non voglio soffermarmi sul florilegio di buffetti, carezzine e pacche sulle spalle che gli ho riservato a seguito di…

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Storia di una grande stanchezza.

  “Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell’anima.” Incredibile come due grandi annate siano state gli anni più devastanti della mia carriera personale. Duemilaquindici finisci in fretta, archiviamo questi dodici mesi di aspettative disattese e calci sui denti, hai vinto tu e mi arrendo. Basta così. Basta. Come te c’è stato solo il Duemiladieci. Cosa hai vinto, vediamo. Hai vinto una spremuta di anni che mi hai portato via in un’unica botta. Bel bottino, complimenti, certo sei di gusti grossolani. Distribuiscili a chi ne ha più bisogno di me, che ne so, a Belèn;…

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Manuela garofano y canela

Manuela è mia amica. Manuela è indistruttibile. Coraggiosissima. Ha deciso di passare più vita in questa città di quanta ne abbia vissuta nel paese di origine, e nonostante qui manchi il mare e il temperamento degli autoctoni sia sempre un po’ diffidente nei confronti dello straniero, appena terminati gli studi universitari ha deciso di lavorare qui e di sposare un nativo. Manuela ha un nome che evoca le telenovelas brasiliane in voga quando eravamo piccole, e la sua vita è ugualmente complicata e avvincente, ma per fortuna con ritmi più serrati. Chi come lei ha gli occhi aperti come un…

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Pubbliche vergogne e virtù private.

Alle esperienze ci sono sempre arrivata con l’ultimo treno disponibile. O meglio, per dirla nel modo giusto, potrei definirmi una vendemmia tardiva. Ho scoperto il vino tardi, molto tardi nonostante la mia famiglia vanti un quarto di sangue veneto. Ricordo che la prima volta che bevvi un prosecco fu a ventidue anni, qualche minuto prima di entrare in un club. Fu il mio amico e mentore* a imporre quel bicchiere troppo gassoso, e bevuto tutto d’un fiato mi sentii la regina di Saba: perfetto per una notte spesa a ballare. Una volta rotto il fiato, sono seguite bevute più o…

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