Manuela garofano y canela

Manuela è mia amica.

Manuela è indistruttibile. Coraggiosissima. Ha deciso di passare più vita in questa città di quanta ne abbia vissuta nel paese di origine, e nonostante qui manchi il mare e il temperamento degli autoctoni sia sempre un po’ diffidente nei confronti dello straniero, appena terminati gli studi universitari ha deciso di lavorare qui e di sposare un nativo.

Manuela ha un nome che evoca le telenovelas brasiliane in voga quando eravamo piccole, e la sua vita è ugualmente complicata e avvincente, ma per fortuna con ritmi più serrati. Chi come lei ha gli occhi aperti come un orizzonte marino, è facile che incappi in incidenti di percorso; una storia d’amore con un uomo così prevedibile e ordinario poteva prendere due strade: continuare fino alla fine costringendo la protagonista ad una vita nella parte di moglie, oppure arrestarsi senza motivo apparente, e permetterle di aprirsi di nuovo al mondo.

Passato lo shock iniziale per un cambio di vita devastante e inaspettato, Manuela è tornata ad essere ciò che era: ha riscoperto una passione sopita per la musica, circondandosi di artisti e riempiendo le giornate di gente completamente diversa da lei, dividendo il suo lavoro da agente immobiliare con quello di assistente regista di video musicali; è lei che traina i suoi amici e li spinge ad essere più di ciò che sono, tirando fuori la parte più vera di noi, spesso imbarazzante, per poterne ridere insieme senza vergogna.

Manuela è come una bambina, e quando mangia la pizza rastrella il condimento scartando la base. Ha deciso di sostenere il mio impegno a rendere la passione per il vino un lavoro vero, e lo fa a modo suo. Lei, che per poco non distingueva un bianco da un rosso, si è imposta di provare a conoscere i vini e ieri mi ha voluta far felice. Chiamandomi al telefono, con la voce delle grandi occasioni che a stento tratteneva un sorriso grande così, mi ha detto di aver bevuto ben tre bicchieri di un vino, quello con le bolle “… ma come non hai capito, quello con le bolle dai, come si chiama…la Ribolla!”.

Dissolvenza, sigla finale. Arrivederci alla prossima puntata.

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