Salvare la bottiglia o un’amica?

Il signor Scrofus finalmente esce con la baronessa Tavernesi del ramo degli Aravaldo

“Ho fatto il calcolo: è la terza cucina che compro per un altro!” Ci siamo appena salutate e Francesca irrompe nella mia di cucina, con il passo del bersagliere;  il piglio di chi si trova a dover dare risposte all’uomo che non deve chiedere mai . In mano tiene un cesto pieno di avanzi del Natale passato da due giorni. Sospiro. Ho capito che devo tirar fuori dal frigo una boccia superiore. Fortuna ho un Jacquesson Sette-e-qualcosa dalla bollicina potente e finissima: la farò ragionare, vediamo con quale umore uscirà da questa casa. “La prima per Stronzino, la seconda per Babbeo…

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Hard Christmas

natale

Sono lontani i tempi spensierati quando il Natale lo festeggiavo così, senza arte né parte e a rileggermi mi si stringe il cuore, perché allora ero una crisalide e adesso, mentre tutti gli altri si trasformano in farfalla io sono diventata un falenone, e con l’upgrade raggiunto sopravvengono nuove responsabilità, obblighi sociali e tante cose che non ho voglia di fare ma devo. Saranno feste riflessive e intime. Il mio pensiero va al povero Babbo Natale, alla sua malcelata cirrosi. Dovrebbe fare qualcosa anziché sottovalutarla come sempre. Chissà come era da giovane. Lo immagino alto, con i colori del nord: pelle…

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Se la faccia presenta il conto.

Schizzo a matita dell'amico F.S. in arte Sudario Brando, che quei momenti se li ricorda bene perché è allora che ci siamo conosciuti.

Domenica cupa, mi sveglio con l’umore storto. Dopo la consueta doccia, passo alla conta dei difetti allo specchio. Oggi la parte del corpo che merita tutta la mia concentrazione e fastidio è, vediamo vediamo, sì è il collo. Un collo lungo, rilassato, che mostra gli anelli; ne conto due ben visibili. Hanno un nome che è un’evidente presa in giro: collane di Venere. Sembrano gli archetti del vino sul bicchiere, quando una mano petulante agita troppo e senza necessità il liquido contenuto dal vetro lasciando segni netti. Guarda caso, il motivo di tali segni, sia sul vetro che sul collo,…

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Storia di una grande stanchezza.

joan

  “Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell’anima.” Incredibile come due grandi annate siano state gli anni più devastanti della mia carriera personale. Duemilaquindici finisci in fretta, archiviamo questi dodici mesi di aspettative disattese e calci sui denti, hai vinto tu e mi arrendo. Basta così. Basta. Come te c’è stato solo il Duemiladieci. Cosa hai vinto, vediamo. Hai vinto una spremuta di anni che mi hai portato via in un’unica botta. Bel bottino, complimenti, certo sei di gusti grossolani. Distribuiscili a chi ne ha più bisogno di me, che ne so, a Belèn;…

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Quando la toppa è peggio del buco.

sanfatucchio

Durante una chiacchierata domenicale con un noto e sagace vignaiolo dell’orvietano e a seguito di una concisa serie di considerazioni, le mie sinapsi hanno permesso di fare luce su alcuni momenti di vita vissuta che avevano lasciato nella mia memoria a lungo termine una sensazione di nebuloso disagio. Capita a volte di ricevere da persone conosciute da poco o da amici di lunga data, quelli che vorrebbero essere complimenti  ma  quando vengono formulati sortiscono tutt’altro effetto. Così quando l’amico ritrovato ti scrive a cuore aperto “dai modi eri comunque una donna che non avrei mai frequentato perché le becere chiacchiere…

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La libertà in una bottiglia – breve storia di una ricostruzione

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Non doveva andare così, ieri. E no che non doveva chiudersi con un nulla di fatto, no! Mi sono preparata per cinque anni a questo momento; dalla decisione presa con impulsività e subita a orecchie basse sancendo la fine di un impegno preso con entusiasmo e abbandonato a metà strada, passando alla ciclopica opera di ricostruzione di una persona. A partire dal lavoro che non avevo più, parcheggiata dai miei genitori in un’età nella quale le persone dalla vita lineare tentano di riprodursi e concordare  le ferie programmate. Non più carne e nemmeno pesce, non ero io né quello che…

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Ti amo: maneggiare con cura (processo alle intenzioni)

ti amo

[Per aver pensato e detto una cosa con troppa enfasi prematura, l’Attore si sente esposto come se avesse subìto un attacco di colite in pieno corso Vannucci alle 18:30 nel 1995, quando era ancora il salotto buono della città] Vorrei rispondere a quanto si chiede, però posso farlo solo dal punto di vista che conosco a memoria ovvero quello di una donna che con tenacia ha saputo perseverare l’errore di esporsi sempre per prima, sempre troppo, sempre nel momento meno opportuno. O almeno, Signor Giudice, questo è il punto di vista dell’accusa. Vede, ci sono donne che si innamorano seriamente…

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Adolescenti, amiche del cuore e coratelle.

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Tre è il  numero perfetto solo quando riguarda la Trinità. Se si è appena adolescenti, e si è in tre ragazze a sbrigare le prime cose da ragazze, non possono nascere che problemi legati a ruoli imposti da chi nella trimurti ha più capacità manipolatoria a scapito di chi invece si sente investita suo malgrado dal senso di responsabilità. Nel 1990 avevamo appena scollinato i quindici anni. Io possedevo un Sì Piaggio color verde foresta metallizzato; Chiara uno spiccato senso dell’indipendenza e M***  una totale mancanza della misura. John Frusciante non era ancora uscito dal gruppo ma eccoci quasi. Eravamo…

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Merende leggendarie: in visita a Pomario

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Mia mamma quando è in buona, è solita ricordare a noi figlie un episodio che la inorgoglisce ancora molto. Poco più che quarantenne di notevole bellezza (mi chiedo perché noi tre abbiamo ereditato un patrimonio genetico così sbilanciato verso papà), ad un ricevimento mondano nella Milano da bere le si presentò nientemeno che Buzz Aldrin, suo mito di gioventù, che non celava evidenti mire espansionistiche verso di lei. Tutta emozionata, mia madre –che vanta tutt’ora un inglese che non le permette di chiedere altro che tazze di tè- pensò bene di andare a chiamare mio padre per farsi aiutare con…

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