Il rischio di essere felici.

Il punto è che mi piacerebbe che la mia passione per il vino diventasse una professione, e che da sempre Roy Ayers mi ha portato fortuna. Ma partiamo da Roy Ayers. Questo signore dall’espressione gioviale e dal sorriso irresistibile ha l’età di mio padre, e come lui è del segno della Vergine. Quando ho lanciato il mio primo grido al mondo, Roy e mio padre avevano quasi  35 anni e condividevano baffi simili. Erano fichi, come si era fichi negli anni 70: magrissimi e con tanti capelli crespi, occhiali a goccia e abiti striminziti. Roy Ayers è sempre stato presente…

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La cena delle signore.

L’occasione per celebrare la pausa dalla dieta estrema che sto seguendo nel difficile tentativo di sgonfiarmi, è fin troppo ghiotta: una riunione con amiche storiche, che la vita ha allontanato da questa città per seguire amori e progetti lavorativi. Mi chiedono dove possiamo cenare, propongo un’osteria in centro con terrazzino per mangiare all’aperto; una di quelle che fa cucina tipica e ha la cantina con vini locali più fornita della città. L’estate si è imposta con prepotenza, e io ho sete: quella sete di vini che prende dal primo giorno di dieta e non molla fino alla fine, fin quando…

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Dimmi cosa mangi e ti dirò se mi piaci.

La città è sempre più piccola e dei quattro locali interessanti dove si bevono liquidi decenti, in tarda serata ne rimangono aperti due. Logico che si facciano brutti incontri. E’ giusto osservare se alla mia età sia corretto o meno uscire con la stessa compulsione di un tardo adolescente, ma l’essere liberi da certe responsabilità genitoriali può avere qualche vantaggio sulla gestione del proprio tempo. Passato il periodo delle tribolazioni dopo una storia conclusasi brutalmente, ho iniziato ad uscire con alcune persone e ho scoperto che l’umanità è davvero sorprendente nella sua banalità. Ne ho sempre avuto il sospetto, ma gli…

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Aperitivi a progetto

Non si può andare avanti così, con questa storia degli aperitivi. Mi spiego: il rito dell’aperitivo non è un male, anzi. Credo sia una delle poche cose ‘importate’, addirittura da luoghi esotici quali Milano o Torino – dove la tradizione vanta natali antichissimi, risalenti al 1800, pare – che abbiano pubblica utilità. Basti pensare quanto sia catartico, appena usciti dal proprio ufficio, fiondarsi nel primo bar accogliente e ordinare qualcosa, per poi tornare di corvée presso i propri impegni domestici. Dunque, non è l’aperitivo a scatenare in me questo sentimento che oscilla tra il disappunto e il fastidio. E’ semmai…

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