Il peso del sagrifizio.

“Voi fate sogni ambiziosi. Successo, fama… Ma queste cose costano, ed è esattamente qui che si incomincia a pagare. Col sudore!” Lydia Grant   A vent’anni sono stata una ragazza inconsapevolmente bella; lo posso dire adesso che ne ho il doppio mentre guardo con sorpresa le foto che testimoniano una grazia e un’esilità che non credevo di possedere ma siamo onesti, sfido chiunque sia nata prima del 1995 a trovarsi a proprio agio nella propria pelle a quell’età. Ora che ne ho quaranta, tento di contenere i danni provocati dai trent’anni spesi a fare esperienze. Certo, avere a che fare…

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Le mie peggiori amiche.

Archiviate le mollezze estive, l’anno nuovo ha inizio. Mi ritrovo a cercare con insistenza le compagne di bisboccia realizzando che mi piace bere con le donne. Anzi, preferisco di gran lunga la loro compagnia a quella maschile quando voglio aprire qualche bottiglia. Di professioniste del bicchiere ne vanto un dignitoso palmares. Di solito per le bevute serie, quelle da artiglieria pesante da ingollare col mignolino all’insù, ricorro a Maria Vittoria e Marta. Loro sono belle, spregiudicate e soprattutto sono sommelier. In mezzo a quelle due mi sento al sicuro; saprebbero trovare qualcosa di interessante anche nel descrivere la sciacquatura dei piatti,…

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In amor vince chi beve.

Tu lo sai bene; eri presente. Le nostre vite sono coincise fino a che abbiamo raggiunto la maggiore età, poi ci ha pensato l’amore a inceppare il ritmo delle nostre esperienze, mandandoci definitivamente in asincronia. Eravamo in Puglia quando tutto quello in cui credevo si stava sgretolando, mentre tu ti aprivi con calcolata circospezione ad una nuova storia. Sono passati cinque anni, e siamo tornate in Puglia. Neanche a farlo apposta, stiamo vivendo a parti invertite lo stesso copione; siamo solo più grandi, sicuramente un po’ più smaliziate. La Puglia è così, qui succede sempre tutto. Le donne sono belle…

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Un Brunello val bene un anello?

Quei due erano affiatati, bellissimi ed entusiasti, ma si trovavano nel momento storico in cui o si prendeva una direzione, oppure si lasciava tutto senza troppi rimpianti visto che l’età era dalla loro. Così, durante una domenica di fine agosto – una di quelle domeniche in cui si percepisce che l’estate si è ufficiosamente chiusa, dai colori gialli come rimangono impressi nello struggimento di certi ricordi – decisero di fare una piccola gita in auto, senza andare troppo lontano ma cercando paesaggi diversi da quelli a cui erano abituati, quasi a voler dare una spinta all’impasse in cui si trovavano.…

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Il bere trionferà sul male?

Le Leggende talmudiche dicono che Noè, dopo averci salvato dal diluvio, piantò la vite con l’aiuto del diavolo, presentatosi sotto mentite spoglie. Questi asperse il terreno con il sangue di una pecora, di un leone e di un porco, a simboleggiare le conseguenze dell’abuso del vino. Un giorno Noè si ubriacò forte, denudandosi davanti al figlio Cam in un momento di mostrificazione estrema. Immaginate di trovarvi davanti vostro padre, delirante e con tutti gli offendicoli in bella mostra. Il poverino, che non sapeva cosa fare né dove guardare, chiamò a sé Sem e Jafet, i fratelloni, che percorsero girati di…

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1988 – grande annata personale.

In queste poche pagine non ho mai nascosto il sogno di lavorare nel settore enologico. È accaduto dunque che con i colleghi del corso sulla commercializzazione del vino nei mercati internazionali -un corso che con il nobile scopo di esportare il meglio della produzione enologica regionale, ha radunato una quindicina di professionisti dell’alcol dediti alla convivialità estrema- sono andata in visita presso una cantina che rappresenta il fiore all’occhiello delle aziende vitivinicole del Centro Italia, ovvero la Cantina Lungarotti. Non mi soffermerò a descrivere quanto accogliente e ordinato sia il wine shop, né di come sia meticolosa e amorevole la…

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La vita profuma di Carso.

Il solito temporale estivo che tutti aspettano. Pioviggina e sbocconcello schifezze passando dal dolce al salato senza curarmene. In tv c’è Ramsay che impiastriccia una casseruola con troppe salse speziate, dà l’idea che le pietanze cucinate abbiano tutte più o meno lo stesso sapore a causa della senape che mette ovunque. Spiaggiata davanti al PC in attesa che qualcosa accada, penso. Fittamente. C’è stato un tempo in cui io sono stata molto felice. Quella felicità ha un sapore definito, chiaro e pulito; il sapore dei vini del Carso: Kante, Zidarich, Skerk, Sutor, Radikon quelli a cui sono più legata, e…

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Gallina vecchia fa schifo (i miei unici quarant’anni).

La leggenda narra che, ultima di tre figlie femmine, quando nacqui il dottore uscì dalla sala parto trafelato e scuro in volto: “signor Boriosi, mi dispiace”, disse. Si può immaginare il terrore che provò mio padre in quel momento. “ È un’altra femmina”. Ci vollero poche frazioni di secondo per far gonfiare mio papà come un toro: “È sana?”, chiese, e alla risposta affermativa esplose trattenendosi a stento dall’appiccicare il dottore al muro: “Ma a lei cosa gliene importa se è femmina, a me le figlie femmine piacciono, si limiti a fare il suo lavoro!”. Erano gli anni Settanta, e…

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Uomini e degustazioni.

Non so voi, ma io –che per carattere sono portata a diffidare dell’abuso di alcune parole- non capisco il senso della degustazione. Nel significato più profondo, e declinato in tutti gli aspetti che il mio cervello sfinito possa immaginare. A meno che non si tratti di specialisti che per professione si accingono a definire le qualità organolettiche di una materia prima, trovo che ultimamente ci sia un esubero di degustatori. A giudicare dal sovraffollamento delle palestre, causa vizi estremi, direi che siano in pochi a degustare veramente. Sotto la falsa promessa della cena con degustazione, infatti, si ritrovano torme di…

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Pubbliche vergogne e virtù private.

Alle esperienze ci sono sempre arrivata con l’ultimo treno disponibile. O meglio, per dirla nel modo giusto, potrei definirmi una vendemmia tardiva. Ho scoperto il vino tardi, molto tardi nonostante la mia famiglia vanti un quarto di sangue veneto. Ricordo che la prima volta che bevvi un prosecco fu a ventidue anni, qualche minuto prima di entrare in un club. Fu il mio amico e mentore* a imporre quel bicchiere troppo gassoso, e bevuto tutto d’un fiato mi sentii la regina di Saba: perfetto per una notte spesa a ballare. Una volta rotto il fiato, sono seguite bevute più o…

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