Storia di una grande stanchezza.

  “Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell’anima.” Incredibile come due grandi annate siano state gli anni più devastanti della mia carriera personale. Duemilaquindici finisci in fretta, archiviamo questi dodici mesi di aspettative disattese e calci sui denti, hai vinto tu e mi arrendo. Basta così. Basta. Come te c’è stato solo il Duemiladieci. Cosa hai vinto, vediamo. Hai vinto una spremuta di anni che mi hai portato via in un’unica botta. Bel bottino, complimenti, certo sei di gusti grossolani. Distribuiscili a chi ne ha più bisogno di me, che ne so, a Belèn;…

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Quando la toppa è peggio del buco.

Durante una chiacchierata domenicale con un noto e sagace vignaiolo dell’orvietano e a seguito di una concisa serie di considerazioni, le mie sinapsi hanno permesso di fare luce su alcuni momenti di vita vissuta che avevano lasciato nella mia memoria a lungo termine una sensazione di nebuloso disagio. Capita a volte di ricevere da persone conosciute da poco o da amici di lunga data, quelli che vorrebbero essere complimenti  ma  quando vengono formulati sortiscono tutt’altro effetto. Così quando l’amico ritrovato ti scrive a cuore aperto “dai modi eri comunque una donna che non avrei mai frequentato perché le becere chiacchiere…

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La libertà in una bottiglia – breve storia di una ricostruzione

Non doveva andare così, ieri. E no che non doveva chiudersi con un nulla di fatto, no! Mi sono preparata per cinque anni a questo momento; dalla decisione presa con impulsività e subita a orecchie basse sancendo la fine di un impegno preso con entusiasmo e abbandonato a metà strada, passando alla ciclopica opera di ricostruzione di una persona. A partire dal lavoro che non avevo più, parcheggiata dai miei genitori in un’età nella quale le persone dalla vita lineare tentano di riprodursi e concordare  le ferie programmate. Non più carne e nemmeno pesce, non ero io né quello che…

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Ti amo: maneggiare con cura (processo alle intenzioni)

[Per aver pensato e detto una cosa con troppa enfasi prematura, l’Attore si sente esposto come se avesse subìto un attacco di colite in pieno corso Vannucci alle 18:30 nel 1995, quando era ancora il salotto buono della città] Vorrei rispondere a quanto si chiede, però posso farlo solo dal punto di vista che conosco a memoria ovvero quello di una donna che con tenacia ha saputo perseverare l’errore di esporsi sempre per prima, sempre troppo, sempre nel momento meno opportuno. O almeno, Signor Giudice, questo è il punto di vista dell’accusa. Vede, ci sono donne che si innamorano seriamente…

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Adolescenti, amiche del cuore e coratelle.

Tre è il  numero perfetto solo quando riguarda la Trinità. Se si è appena adolescenti, e si è in tre ragazze a sbrigare le prime cose da ragazze, non possono nascere che problemi legati a ruoli imposti da chi nella trimurti ha più capacità manipolatoria a scapito di chi invece si sente investita suo malgrado dal senso di responsabilità. Nel 1990 avevamo appena scollinato i quindici anni. Io possedevo un Sì Piaggio color verde foresta metallizzato; Chiara uno spiccato senso dell’indipendenza e M***  una totale mancanza della misura. John Frusciante non era ancora uscito dal gruppo ma eccoci quasi. Eravamo…

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Merende leggendarie: in visita a Pomario

Mia mamma quando è in buona, è solita ricordare a noi figlie un episodio che la inorgoglisce ancora molto. Poco più che quarantenne di notevole bellezza (mi chiedo perché noi tre abbiamo ereditato un patrimonio genetico così sbilanciato verso papà), ad un ricevimento mondano nella Milano da bere le si presentò nientemeno che Buzz Aldrin, suo mito di gioventù, che non celava evidenti mire espansionistiche verso di lei. Tutta emozionata, mia madre –che vanta tutt’ora un inglese che non le permette di chiedere altro che tazze di tè- pensò bene di andare a chiamare mio padre per farsi aiutare con…

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Aiuto! Sono diventata una botte di terzo passaggio.

[ Dedico questo post quasi celebrativo alle donne della mia famiglia, scusandomi con quelle che non ho menzionato ma che ci sono. Mi sono svegliata di buon umore, sarebbe un peccato non approfittarne. Mi dispiace se si percepisce un po’ di autoreferenzialità: in verità vorrei che quanto scritto possa essere di conforto a chi non sta passando un buon momento. Vabbe’ la sto facendo troppo lunga] Era tutto così evidente, talmente evidente che non è stato possibile notarlo. Nella mia famiglia, le relazioni funzionano se e solo se lui non è del posto. Meglio addirittura se straniero. Ancor meglio se straniero che…

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Il pelo nell’uovo – a cena con Parisi

  Non so come, ma si è sparsa la voce che sono una magnona. E per questo sono stata invitata da una persona di buona volontà, ovvero Michele Pidone chef e proprietario del ristorante Lampone, ad una cena intitolata “Apoteosi d’autunno”; un nome evocativo per una serata dove le regine del desco sono state le uova e le patate. Come non trovarmi d’accordo. Per l’occasione ho incontrato un vecchio amico dei tempi dell’università, Gae Saccoccio in barba, baffi e faccia da italiano;  per fortuna c’era lui altrimenti mi sarei dovuta contenere: fossi stata sola, per darmi un tono con gli…

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Pensieri fermentati

Non è la giornata migliore per scrivere, colpa dell’autunno arancione e del suo cielo volubile, dell’aria immota e freddina e della luce bianca che conforta poco. E anche di un pranzo domenicale storto che mi fa rimpiangere certe atmosfere familiari dove nelle strade di paese c’era odore di stufa a legna e cantina, lo stesso odore che respiravo in casa dei nonni; ero piccola e al sicuro. Un odore che ho ritrovato decine di anni dopo, appena adulta, ai pranzi della domenica in altre case; profumo di cannelloni e pollo ruspante cotti nel forno a legna, vino della cantina sociale e…

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